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Notizie precedenti
Etna in eruzione
27 OTT 2002 - L'Istituto Nazionale di Vulcanologia comunica:
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Catania, facendo seguito ai 5 precedenti comunicati già emessi tra le ore 00:40 e 06:30, informa che è tutt’ora in corso lo sciame sismico che ha avuto inizio alle ore 22:25 Locali. del 26.10.02. Questo sciame ha anticipato ed accompagnato l’attività parossistica in area sommitale che è tutt’ora in corso.Di seguito viene riportato lo stato di attività in area sommitale come verificato dai congiunti sopralluoghi effettuati sia nel versante meridionale che nel settore nord-orientale del vulcano.In particolare, dal sopralluogo condotto tempestivamente nelle prime ore della mattinata a seguito dell’allerta strumentale segnalata dall’INGV- CT, nella zona della Montagnola è stato possibile osservare due bocche nel versante Sud dell’Etna, alla quota di circa 2700 m s.l.m. a metà strada tra il Cratere di SE e la Montagnola, lungo il campo lavico del 2001. Le due bocche hanno prodotto attività di fontane di lava con altezza dei getti variabile tra 100 e 200 metri. Intorno alle 06:00 (ora locale), una nuova bocca si è aperta circa 30 m a valle rispetto alle due precedenti, lungo una direzione all’incirca NE-SO. I brandelli di lava che ricadevano intorno alle bocche hanno costruito due piccoli coni di scorie alti pochi metri e larghi circa 20-30 metri. L’attività di fontane di lava ha colmato la nube di cenere che veniva trasportata verso Sud. I prodotti emessi dalle fontane di lava, campionati in prossimità del Rifugio Sapienza, sono costituiti in massima parte da cenere litica dovuta all’apertura delle fratture, i lapilli maggiori di 2 cm sono invece costituiti da materiale iuvenile molto vescicolato (magma fresco).Nel settore Nord- orientale dell’Etna, il sopralluogo è stato effettuato fino a Piano Provenzana in quanto la strada che prosegue verso i crateri è attualmente parzialmente interrotta. In tale settore, si osserva una frattura che degassa per circa 1 Km tra quota 2500 e quota 2350 m s.l.m. in corrispondenza della frattura del 1809. Dal punto più basso della frattura si osserva un’attività stromboliana intensa ed è presente una colata che attualmente ha un debole tasso di emissione.
Visualizza le mappe della colata 2001.
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